Cosa può scoprire la polisonnografia a domicilio?

Cosa può scoprire la polisonnografia a domicilio?

La polisonnografia a domicilio (spesso definita monitoraggio cardiorespiratorio notturno o polisonnografia di tipo III) è la versione più comune e comoda di questo esame. Viene eseguita nell’ambiente domestico con un dispositivo portatile più leggero e meno invasivo rispetto a quello ospedaliero.

Anche se rileva un numero minore di canali rispetto a quella completa in laboratorio (di solito non include gli elettrodi sulla testa per l’attività cerebrale), è estremamente efficace per individuare specifici problemi.

Cosa può scoprire la polisonnografia a domicilio

1. Disturbi Respiratori nel Sonno (Il suo impiego principale)

  • Sindrome delle Apnee Ostruttive nel Sonno (OSAS): Identifica e misura la frequenza e la durata delle interruzioni della respirazione (apnee e ipopnee).
  • Severità dell’OSAS: Calcola l’AHI (Apnea-Hypopnea Index), stabilendo se l’apnea notturna è lieve, moderata o grave.
  • Desaturazioni di ossigeno: Registra i cali di ossigeno nel sangue correlati alle pause respiratorie.
  • Caratteristiche del russamento: Valuta l’intensità e la continuità del russamento durante la notte.
  • Apnee posturali: Permette di capire se le apnee si verificano prevalentemente in determinate posizioni del corpo (ad esempio quando si dorme di schiena).

2. Indicatori di Apnee Centrali o Complesse

Tramite la misurazione del flusso d’aria e dei movimenti del torace/addome, permette al medico di distinguere tra un blocco fisico delle vie aeree (apnea ostruttiva) e una mancanza di sforzo respiratorio (apnea centrale).

3. Alterazioni della Frequenza Cardiaca

Monitora il ritmo cardiaco, evidenziando tachicardie o aritmie notturne che spesso accompagnano la mancanza di ossigeno provocata dalle apnee.

4. Quali sensori si indossano a casa?

Di solito la strumentazione comprende:

  • Cannula nasale: un tubicino leggero sotto il naso per misurare il flusso d’aria.
  • Pulsossimetro: una molletta sul dito per l’ossigeno nel sangue e il battito.
  • Fasce toraciche/addominali: per rilevare lo sforzo respiratorio.
  • Sensore di posizione: un piccolo dispositivo integrato per registrare come si dorme (di schiena, di fianco, a pancia in giù).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *